
Affrontare un periodo di tristezza profonda o un abbassamento del tono dell’umore può essere molto faticoso. Se senti che la tua energia, la motivazione o l’interesse verso le cose che ti circondano stanno diminuendo, chiedere aiuto è già un primo passo importante. Nel percorso psicologico lavoreremo insieme per comprendere a fondo la tua sofferenza e favorire un graduale miglioramento della qualità della vita, attraverso ascolto attivo, strumenti terapeutici mirati e un approccio personalizzato. In una prima fase effettueremo un assessment psicodiagnostico, utile per valutare la natura e l’intensità dei sintomi depressivi e impostare un piano di trattamento adeguato. Le persone che vivono una forma di depressione spesso sperimentano pensieri ricorrenti di autosvalutazione e autocritica, accompagnati da un forte senso di colpa o di inadeguatezza. L’immagine di sé, la visione del mondo e del futuro possono diventare dominate da prospettive negative — una condizione che alimenta un circolo di sfiducia e impotenza. Questi pensieri tendono a tradursi in comportamenti come il ritiro dalle relazioni, l’evitamento delle attività quotidiane e una generale passività, che a loro volta mantengono e rinforzano il disagio emotivo. La psicoterapia cognitivo-comportamentale aiuta a riconoscere e modificare questi schemi di pensiero e comportamento, permettendo di riscoprire risorse, significati e possibilità di cambiamento. Ogni persona vive la depressione in modo diverso, e per questo non esiste un percorso uguale per tutti. Definiremo insieme il cammino più adatto a te, rispettando i tuoi tempi, la tua storia e i tuoi obiettivi di benessere.

I disturbi d’ansia possono assumere forme diverse, ma spesso condividono meccanismi simili che mantengono il disagio nel tempo. Tra i più comuni troviamo ansia generalizzata, fobie specifiche, ansia sociale e attacchi di panico, ognuno con caratteristiche proprie ma con conseguenze simili: preoccupazione eccessiva, evitamento di situazioni temute, tensione costante e limitazioni nella vita quotidiana. Quando incontro per la prima volta persone che soffrono di attacchi di panico, riportano spesso molti dubbi rispetto alla possibilità di poter guarire e sono spaventate all’idea di stare nuovamente male e non poter prevedere e controllare il disturbo. Molte hanno già iniziato a limitare le proprie attività quotidiane e a ridurre le occasioni di socialità, influenzando in maniera significativa la qualità della loro vita. Il primo obiettivo del percorso terapeutico è far comprendere che superare l’ansia e gli attacchi di panico è possibile. Questo passa attraverso una psicoeducazione sul disturbo e la spiegazione chiara del lavoro terapeutico previsto. Gli psicologi esperti nel trattamento dei disturbi d’ansia possono condividere con i pazienti strategie di coping efficaci e adattive, per affrontare le situazioni che generano ansia in modo graduale e sicuro. E’ possibile riprendere il controllo della vita quotidiana e ridurre significativamente l’impatto dell’ansia, qualunque sia la sua forma.

Un ambito di lavoro terapeutico che da sempre mi appassiona è quello delle difficoltà relazionali e affettive. Spesso dietro ai problemi nelle relazioni si nasconde una difficoltà a riconoscere e gestire le proprie emozioni: uno scoppio di ira può celare la paura di perdere qualcuno, mentre il rifiuto verso chi ci sta vicino può derivare dalla sensazione di non essere accettati. Chi affronta queste difficoltà fatica a esprimere con fiducia i propri sentimenti più profondi, li protegge dietro comportamenti difensivi e talvolta non ne è pienamente consapevole. Queste dinamiche possono generare incomprensioni e reazioni negative negli altri, che non riescono a cogliere le ragioni profonde della persona e si allontanano, invece di modulare le proprie risposte. Le difficoltà relazionali e affettive spesso affondano le radici nel passato, condizionando il presente e impedendo di vivere rapporti soddisfacenti e appaganti, con un impatto diretto sul benessere personale. Il lavoro terapeutico procede in modo empatico e accogliente, offrendo uno spazio sicuro e non giudicante in cui esplorare le proprie emozioni e le dinamiche interpersonali. L’obiettivo è promuovere un cambiamento positivo, sostenere la crescita personale e aiutare i pazienti a gestire le difficoltà relazionali e affettive, favorendo relazioni più autentiche e una maggiore serenità nella vita quotidiana.

Il trauma psicologico può lasciare segni profondi, influenzando il modo in cui pensiamo, sentiamo e reagiamo alle situazioni della vita. In questi casi, la terapia EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) può offrire un aiuto concreto ed efficace. L’EMDR è un approccio psicoterapeutico sviluppato da Francine Shapiro negli anni ’90 e oggi riconosciuto a livello internazionale come uno dei metodi più efficaci per il trattamento delle esperienze traumatiche. Si basa su un principio semplice ma potente: attraverso specifici movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale alternata, aiuta il cervello a rielaborare i ricordi dolorosi, integrandoli in modo più equilibrato e riducendone l’impatto emotivo. Nel modello EMDR si distinguono i “traumi con la T maiuscola”, cioè eventi come incidenti, abusi, lutti o disastri naturali, e i “traumi con la t minuscola”, legati a esperienze relazionali difficili e prolungate nel tempo, come trascuratezza, rifiuto o contesti familiari disfunzionali. Entrambi possono lasciare ferite emotive profonde, ma anche essere trattati con efficacia attraverso questo approccio. Nel lavoro terapeutico con l’EMDR, mente e corpo sono coinvolti insieme: le reazioni fisiche, le emozioni e i pensieri vengono accolti e integrati per favorire una piena consapevolezza di sé. In seduta utilizzo tecniche e protocolli specifici che permettono di elaborare i vissuti traumatici in modo sicuro e rispettoso dei tempi della persona, favorendo un cambiamento stabile e duraturo nel tempo. Offro ai miei pazienti uno spazio accogliente e protetto, dove poter affrontare ciò che è rimasto in sospeso e ritrovare un senso di equilibrio, libertà e fiducia nella propria vita.

A volte capita di fermarsi e chiedersi: “Dove sto andando?” oppure “Chi sono davvero?”. La crisi esistenziale nasce proprio da questi momenti di profondo smarrimento, quando si mettono in discussione gli aspetti fondamentali della propria vita: la famiglia, il lavoro, le relazioni o il proprio senso di identità. Può presentarsi in qualunque fase della vita e può essere sperimentata da chiunque. Spesso è legata a cambiamenti importanti o eventi dolorosi, come una separazione, un lutto, una malattia, la fine di un percorso di studi o una delusione professionale. Altre volte emerge senza un motivo apparente, come una sensazione di vuoto, di perdita di direzione o di disconnessione da se stessi. Durante una crisi esistenziale è comune sentirsi stanchi, confusi, tristi o demotivati. Il sonno può essere disturbato, la concentrazione diminuita, e può nascere la percezione di non avere più il controllo della propria vita. A tutto questo si accompagna spesso un senso di frustrazione, di irritabilità e la fatica nel trovare obiettivi o motivazioni. Molte persone, pur riconoscendo di stare attraversando un momento difficile, esitano a chiedere aiuto perché pensano di dover “farcela da sole” o perché provano vergogna. In realtà, non è necessario avere una patologia per rivolgersi a uno psicologo: la terapia può diventare uno spazio sicuro per ritrovarsi, fare chiarezza e riscoprire ciò che dà significato alla propria esistenza. Con il giusto supporto, anche una crisi può trasformarsi in un’occasione di crescita e rinascita personale — un momento in cui rimettere a fuoco i propri valori, i propri desideri e la direzione che si vuole dare alla propria vita.

La Dialectical Behavior Therapy (DBT) è un trattamento di derivazione cognitivo-comportamentale sviluppato da Marsha M. Linehan presso la Washington University di Seattle. Inizialmente pensata per il trattamento del Disturbo Borderline di Personalità e dei comportamenti suicidari cronici, oggi è riconosciuta a livello internazionale come il gold standard per queste difficoltà. Nel tempo, la DBT ha mostrato grande efficacia anche con tutte quelle persone che faticano a gestire emozioni intense e comportamenti impulsivi. Quando rabbia, angoscia, senso di vuoto o sfiducia negli altri diventano difficili da regolare, possono compromettere la qualità delle relazioni e rendere la vita quotidiana più instabile e faticosa. La DBT combina il lavoro individuale con incontri di gruppo, chiamati skills training, durante i quali si apprendono abilità pratiche per gestire meglio le emozioni, migliorare le relazioni e affrontare le situazioni difficili. Le aree di lavoro principali riguardano la Mindfulness, la Tolleranza della sofferenza, l’Efficacia interpersonale e la Regolazione emotiva. Come terapeuta formata in DBT, conduco percorsi individuali e gruppi di skills training a Reggio Emilia, in collaborazione con altri colleghi abilitati a questo protocollo. I gruppi sono aperti sia a pazienti che desiderano intraprendere un percorso di crescita personale, sia a colleghi che vogliono offrire ai propri pazienti un’integrazione efficace al lavoro individuale. La dimensione di gruppo rappresenta un contesto prezioso: permette di confrontarsi con chi vive difficoltà simili, condividere esperienze e scoprire nuove strategie per affrontare le emozioni con maggiore consapevolezza e stabilità.
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